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Civiltà del Mediterraneo 27-2016 AA. VV.

Civiltà del Mediterraneo 27-2016

$107.70

Medios de pago

    Civiltà del Mediterraneo 27-2016

    Editorial: Diogene Edizioni

    Idioma: Italiano

    ISBN: 9788866471660

    Formatos: PDF (con DRM de Adobe)

    Compatibles con: Windows, Mac, iOS, Android & eReaders

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      Civiltà del Mediterraneo 27-2016 AA. VV.

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        Editorial: Diogene Edizioni

        Idioma: Italiano

        ISBN: 9788866471660

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          Sinopsis
          Fondata da Fulvio Tessitore nel 1991 e diretta con Fabrizio Lomonaco dal 2007, «Civiltà del Mediterraneo» è la rivista organo del Consorzio omonimo. Si pubblica con cadenza annuale ed è suddivisa in tre sezioni: Saggi, Interventi e Notiziario. I fascicoli finora apparsi sono stati 25 per oltre quattromila pagine grazie ai contributi di oltre 300 autori. Ai giovani studiosi e, in particolare, ai neodottori di ricerca la rivista, sin dai primi numeri del 2007, si è rivolta, inaugurando una nuova sezione (“Primi Saggi”) per la pubblicazione di selezionate pagine tratte dalle tesi di dottorato discusse in sedi universitarie italiane e no al fine di costruire un archivio vivente di documenti e memorie che salvi dalle effimere mode del massificante folclore culturale.«La nostra – ha scritto Fulvio Tessitore nel 2010 – non è una rivista politica. È, di certo, una rivista etico-politica. Non è una rivista di politica militante, tanto meno – come si dice – politicante. È, come tutte le riviste di cultura viva, essa sì militante, una rivista che non si sottrae all’etica della politica e alla politica dell'etica (come aggiungo pur temendo di cedere, come mi sforzo di non fare, ai funambolismi parolai della cultura della retorica, bolsa e vuota, al di là del proprio suono). L’etica non può chiudersi – senza arrendersi alla paura – nel gioco dei concetti astratti, col rischio di divenire quel che è l’uso degli “intellettuali” politicanti, ossia una camuffata forma di ipocrisia sociale. Essa deve, al contrario, osservare sempre la responsabilità dell’azione, che, per definizione, concerne il mondo della realtà, governato dalla logica del concreto. Che è difficile, a differenza della logica dell'astratto, capace di risolversi nel commercio delle parole, le quali, apparentemente, riescono sempre a pacificare tutto e tutti, cedendo al “sogno” dei filosofi, i quali, spesso, non sanno neppur più quando è nato. Questo incipit non è l’espressione di una preoccupazione che si tenti di esorcizzare preventivamente: è la dichiarazione di una precisa intenzionalità etica, a cui questa rivista ha sempre tentato d’essere fedele».
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